Una Chiave per Il tuo Passato

Visita virtuale al Museo Archeologico Didattico di Ponzano Veneto.

Scopri il Museo Archeologico Didattico all’interno della Biblioteca Comunale di Ponzano Veneto, attraverso una visita virtuale immersiva che ti guida alla scoperta delle origini del territorio e degli antichi Veneti.

Il percorso, intitolato “Una chiave per il tuo passato”, si snoda tra ambientazioni evocative e reperti riprodotti, come il disco votivo in rame della dea clavigera, simbolo del legame tra uomo, natura e sacralità. Attraverso pannelli illustrati, ricostruzioni scenografiche e costumi storici, potrai esplorare la vita quotidiana, il culto dei defunti e le pratiche spirituali delle popolazioni preromane.

La visita virtuale, fruibile direttamente da questa pagina, è arricchita da audioguida narrativa, contenuti interattivi e immagini a 360°, per offrire un’esperienza accessibile a tutti, ovunque ti trovi.

Entra nel cuore della storia veneta: inizia ora la tua visita virtuale

Museo “Una chiave per il tuo passato” – Ponzano Veneto

Il Museo Archeologico Didattico “Una chiave per il tuo passato”, ospitato presso la Biblioteca di Ponzano Veneto, è un percorso immersivo che accompagna i visitatori alla scoperta delle radici più antiche del territorio. Attraverso installazioni, costumi, reperti originali e plastici ricostruttivi, il museo racconta la vita dei Veneti antichi e la successiva romanizzazione, offrendo un viaggio unico nella storia e nella cultura locale.

Primo spazio: le origini e il culto della natura

Il percorso inizia in un ambiente evocativo, che richiama le atmosfere delle caverne preistoriche. Qui, pannelli retroilluminati mostrano le foreste primordiali che un tempo ricoprivano il territorio, con specie come faggi, querce, carpini e olmi.

Un pannello raffigura due figure intente in una sepoltura: il culto dei defunti, infatti, è una delle prime manifestazioni di civiltà umana, insieme all’uso del fuoco e alla nascita del linguaggio.

In questa sezione si entra nel mondo degli antichi Veneti, che vivevano in armonia con la natura e veneravano una grande divinità femminile, la dea “clavigera”, raffigurata con una chiave nella mano come simbolo di rinascita e passaggio tra vita e morte. Pannelli esplicativi e ricostruzioni mostrano scene di vita quotidiana, gli insediamenti paleoveneti, le prime attività agricole e di allevamento (pecore, capre, cavalli). È inoltre possibile ammirare la riproduzione di un costume femminile paleoveneto, con cintura protettiva, calzari a punta e velo azzurro.

Secondo spazio: l’epoca romana e le innovazioni

Il secondo ambiente illustra l’arrivo della civiltà romana, con le sue innovazioni tecnologiche e sociali. Qui troviamo il pavimento lastricato, che facilitava il trasporto delle merci con carri a ruote, e la villa rustica, centro organizzativo delle attività agricole e artigianali.

Sono esposti strumenti fondamentali della romanizzazione, come la groma, usata per tracciare le centurie agricole, e una trave di pozzo romano rinvenuta nel 2002.

Accanto a questi reperti, il visitatore può osservare un plastico delle case paleovenete, strumenti agricoli come i sassi da macina e un trapano in legno, oltre ai costumi ricostruiti di un nobile paleoveneto e di una nobildonna con acconciatura a piramide.

Terzo spazio: i reperti originali e il culto dei defunti

L’ultima sala custodisce i reperti originali rinvenuti nel 1995 dall’archeologo Pierduilio Pizzolon, tra cui la celebre sepoltura romana che conteneva il disco votivo in bronzo della dea clavigera.

In teche espositive si trovano:

  • due anfore segate che contenevano le urne funerarie con resti cremati di due donne, forse sacerdotesse;

  • il disco votivo autentico, simbolo della spiritualità paleoveneta;

  • un corredo funerario con vasi, contenitori in terracotta e una lamina a pelle di bue.

Questa sezione ospita anche le ricostruzioni di una famiglia di umili origini (genitori e figli), pannelli che illustrano i rituali funerari dei Veneti antichi e dei Romani, e un plastico che rappresenta la scena della sepoltura lungo la via Postumia.

Un’esperienza educativa e coinvolgente

Il Museo “Una chiave per il tuo passato” di Ponzano Veneto non è solo un luogo di conservazione, ma anche uno strumento didattico pensato per scuole, famiglie e appassionati di archeologia. Grazie alle sue ricostruzioni realistiche, agli apparati multimediali e ai reperti originali, permette di comprendere le radici storiche del territorio e di avvicinarsi alla cultura degli antichi Veneti e dei Romani.

Per completare il percorso di visita, consigliamo di esplorare anche le ville venete di Ponzano, le chiese storiche e gli altri luoghi raccontati nei virtual tour interattivi del progetto Virtual Ponzano.

 

Biografia del professor Francesco Pizzolon

Francesco Pizzolon nacque a Ponzano Veneto in un contesto familiare legato alle tradizioni locali. Fin da giovane dimostrò una profonda curiosità per la storia e per le radici culturali del suo territorio, passione che lo accompagnò per tutta la vita.

Dopo gli studi, intraprese la carriera di docente, dedicandosi con entusiasmo all’insegnamento e trasmettendo a generazioni di studenti non solo conoscenze, ma anche l’amore per la ricerca, la storia e il patrimonio culturale. Il suo metodo educativo si distingueva per l’attenzione al legame tra passato e presente, con l’obiettivo di formare giovani consapevoli e radicati nella propria comunità.

Accanto alla didattica, Pizzolon si dedicò a studi e ricerche nel campo storico e archeologico, esplorando con grande rigore scientifico le testimonianze del territorio trevigiano. La sua instancabile attività di raccolta e catalogazione di reperti, documenti e testimonianze portò, negli anni, alla nascita del museo “Una Chiave per il tuo Passato”.
Questo spazio, frutto della sua visione, è diventato un punto di riferimento non solo per la comunità di Ponzano Veneto, ma anche per tutti coloro che desiderano conoscere più a fondo la storia delle nostre terre.

Il professor Pizzolon non fu solo un uomo di cultura, ma anche un appassionato divulgatore. Sapeva rendere accessibili e affascinanti i temi più complessi, con la capacità di raccontare il passato come una storia viva e attuale. La sua voce e i suoi insegnamenti rimangono impressi nella memoria di chi lo ha conosciuto, così come nelle opere e nei progetti che ha lasciato.

Francesco Pizzolon si è spento nel 2020, lasciando un’eredità preziosa fatta di conoscenza, passione e amore per la propria terra. Il museo rimane oggi la testimonianza concreta della sua visione e del suo impegno, un patrimonio condiviso che continua a crescere e a trasmettere valore alle nuove generazioni.